T‑Mobile si scontra con una startup americana sul colore

Non è una novità che le grandi aziende rivendichino diritti di proprietà intellettuale su varie denominazioni, come l'aspetto di un negozio o anche il colore. È inoltre vero che alcune marche sono associate a un colore specifico, come accade per il rosa T‑Mobile. Purtroppo proprio questo colore è diventato la causa di una disputa tra il gigante delle telecomunicazioni e una startup statunitense. T‑Mobile, ovvero il consorzio che controlla il marchio, cioè Deutsche Telekom, sostiene che il cosiddetto magenta (una tonalità di rosa) possa essere utilizzato esclusivamente da loro. In un certo senso hanno ragione, poiché in passato l'azienda ha registrato non solo il logo e le denominazioni verbali, ma anche il colore magenta come marchio.

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È possibile avere il colore "magenta" in esclusiva?

Si possono osservare gli effetti del riconoscimento di un diritto sul colore nella disputa con lo startup attivo nel settore assicurativo, Lemonade. Una società americana con sede in Germania aveva l'intenzione di preparare e lanciare una campagna pubblicitaria completa proprio sfruttando il colore rosa nei propri materiali. Queste azioni non sono passate inosservate al Deutsche Telekom, che ha chiesto allo startup di cessare l'uso del rosa nelle proprie campagne.Nonostante l'avvertimento, Lemonade non ha intrapreso alcuna azione a riguardo, facendo sì che la compagnia di telecomunicazioni presentasse una richiesta al tribunale tedesco per ottenere un divieto nei confronti della società americana. Curiosamente, il tribunale tedesco ha immediatamente riconosciuto le ragioni del proprietario di T‑Mobile e ha ordinato a Lemonade di interrompere ogni attività pubblicitaria che utilizzi il controverso colore rosa.

La corte tedesca si è schierata a favore della compagnia tedesca? Un caso?

Come risultato, la società americana ha presentato all'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale una richiesta di annullamento del diritto di marchio tedesco relativo a una tonalità di rosa – magenta. Lemonade, sui social media, ha anche lanciato un'interessante iniziativa con l'hashtag #FreeThePink, che letteralmente significa "liberare il rosa". La decisione in questa vicenda potrebbe essere interessante, ma le sentenze definitive richiederanno ancora del tempo.La sentenza è stata commentata da Daniel Schreiber – co-fondatore e CEO della startup, sottolineando che le azioni e le richieste della società tedesca mostrano un tentativo di intimidazione, poiché la tonalità controversa di rosa non è stata ideata da loro. Inoltre, analizzando più nel dettaglio la questione si nota che Lemonade ha effettivamente utilizzato il colore rosa nelle proprie campagne pubblicitarie, ma si trattava di una sfumatura completamente diversa da quella protetta dal T‑Mobile.

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Il tempo mostrerà chi aveva ragione.

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