Meghan Markle nel 2024 ha tentato di lanciare sul mercato il suo marchio lifestyle chiamato "American Riviera Orchard". Attraverso la sua società societaria, Mama Knows Best LLC, ha depositato diverse domande di marchi statunitensi per tutelare i diritti sul nome AMERICAN RIVIERA ORCHARD. Le domande comprendevano una gamma di prodotti, tra cui stampi da forno, tovaglie, marmellate e caffè. La principessa intendeva creare un marchio che rispecchiasse le sue passioni personali per la cucina, l'artigianato e il giardinaggio. Il nome scelto rimandava al luogo in cui vive Meghan e il principe Harry – Santa Barbara in California, spesso definito "Riviera Americana" per via della sua posizione geografica, del clima e della reputazione. Il marchio doveva essere esclusivo ed autentico, rappresentando i valori che Meghan desiderava promuovere dopo l'uscita dalla famiglia reale britannica. L'intero progetto faceva parte dell'impegno della principessa di costruire una propria identità imprenditoriale negli Stati Uniti, indipendente dal titolo nobiliare ma sfruttando la sua notorietà e il suo influsso.
Le ambizioni di Meghan Markle si sono scontrate rapidamente con la realtà burocratica quando l'Ufficio degli Stati Uniti per i Brevetti e i Marchi (USPTO) ha identificato gravi problemi nei suoi depositi.Il primo riguardava il termine "American Riviera", riconosciuto come descrittivo dell'origine dei prodotti. L'USPTO ha sottolineato che tale nome è comunemente usato come soprannome per la città di Santa Barbara in California, situata vicino alla residenza della Principessa. In base al diritto dei marchi, i termini che descrivono solo l'origine geografica dei beni non possono essere esclusivamente tutelati. Il secondo problema riguardava l'uso della parola "Orchard" (frutteto), considerata descrittiva per alcune delle categorie di prodotti presentate, in particolare quelle legate a cibo e bevande. L'USPTO ha inoltre criticato la qualità stessa delle domande sui marchi, notando che in una di esse la lettera "O" era così fortemente stilizzata da non poterla più riconoscere come lettera, il che ha portato a una mancata corrispondenza con la descrizione letterale dell'elemento lessicale richiesto dalla domanda. Tutti questi ostacoli hanno messo in dubbio il piano originario di Meghan relativo al marchio "American Riviera Orchard", dimostrando che anche le persone con notevole influenza devono sottostare alle stesse regole degli altri richiedenti la protezione dei marchi.
Inalterata dalle difficoltà, Meghan Markle ha deciso di abbandonare le precedenti pretese e ricominciare da capo. A febbraio 2025 ha annunciato via Instagram che la sua nuova marca avrebbe avuto il nome "As Ever", inteso a riflettere il suo amore per la cucina e il giardinaggio. L'espressione, tradotta come "Come sempre" o "Con rispetto", doveva conferire alla marca un carattere personale e richiamare la tradizione. Tuttavia i problemi relativi al marchio sono continuati a perseguitare la principessa. È emerso che già nel 2022 aveva depositato presso l'USPTO una domanda per registrare il marchio "As Ever" in una vasta gamma di prodotti e servizi, com'era l'abbigliamento.Nel 2023 l'USPTO ha stabilito che il nome "AS EVER" era troppo simile a "ASEVER", un marchio appartenente a un'azienda cinese di abbigliamento che vendeva capi sotto quella denominazione. Di conseguenza, Meghan è stata costretta a rimuovere la categoria "abbigliamento" dalla sua domanda di marchio. A ciò si è aggiunta la questione del logo: dopo l'annuncio su Instagram, il sindaco della città spagnola di Porreres ha osservato che il logo "As Ever", raffigurante due colibrì in volo verso una palma, era quasi una copia identica dello stemma cittadino, che presenta anch'esso una palma con colibrì sospesi ai due lati. Pur avendo commentato che la piccola città non dispone di risorse sufficienti «per citare membri della famiglia reale», la situazione ha ulteriormente complicato i piani marketing di Meghan.
La storia dei problemi di Meghan Markle con la registrazione dei marchi costituisce una lezione preziosa per tutti gli imprenditori, indipendentemente dal loro status o riconoscibilità. Si può chiedere perché una persona così riconosciuta come Meghan, che ha la possibilità di attirare immediatamente l'attenzione sulla propria marca, non abbia condotto un esame più accurato dei diritti precedenti e delle possibili ragioni del rifiuto. Questo caso dimostra che l'importanza di una previa verifica dei marchi non può essere sottovalutata, sebbene spesso lo sia.Prima di presentare una domanda di registrazione di un marchio è fondamentale condurre una ricerca completa che consenta di identificare potenziali conflitti con i marchi esistenti e valutare se il segno scelto non sia descrittivo o generico. Anche per le persone dotate di notevoli risorse e accesso a consulenti professionali, come la Principessa Sussex, l'omissione di questo passo può portare a ritardi costosi, alla necessità di modificare la strategia aziendale e persino alla perdita degli investimenti nella costruzione del marchio. Indipendentemente dal risultato finale delle battaglie della Principessa con i marchi, la sua storia ricorda che nel mondo della proprietà intellettuale la meticolosità e l'esattezza sono fondamentali – come sempre (as ever)!
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