Il 23 dicembre 2024, il Tribunale Haidian di Pechino ha emesso una sentenza nella quale ha riconosciuto a Michael Kors un risarcimento di 5 milioni di RMB per violazione del marchio “MK” nonché per concorrenza sleale. La sentenza comprendeva anche un ordine di cessazione delle attività lesive dei diritti del ricorrente ed è divenuta definitiva, poiché gli imputati non hanno presentato appello. Questa causa è diventata simbolo dell’efficace tutela della proprietà intellettuale in Cina e conferma la reputazione del marchio Michael Kors sul mercato internazionale.
Spunta inizia quando il marchio Michael Kors ha notato che in Cina i diritti di proprietà intellettuale sui marchi venivano violati attraverso l'uso di indicazioni quali “MKO” e “MAITANE KALOS”. Curiosamente, dall'altra parte dell'infrazione non c'era un'unica azienda, ma tre: il produttore di articoli di galanteria in pelle, la società commerciale e la società che gestiva il marchio. A causa della mancata cessazione delle violazioni, il colosso dell'abbigliamento ha intentato una causa contro tutte e tre le parti, chiedendo non solo l'arresto delle violazioni ma anche un risarcimento consistente.I convenuti, durante il processo, hanno presentato i loro argomenti a loro favore: • Il produttore e la società commerciale sostenevano di operare sulla base di marchi registrati legalmente “MKO” e “MAITANE KALOS”. Anche se tali marchi sono stati successivamente annullati, i convenuti mantenevano di non aver intenzionalmente violato i diritti di Michael Kors. • La società che gestiva il marchio argomentava di aver venduto solo prodotti acquistati legalmente da due delle altre parti convenute. Secondo loro, non erano a conoscenza di eventuali violazioni.I convenuti hanno infine contestato congiuntamente l'ammontare del risarcimento richiesto, affermando che il querelante non aveva fornito prove sufficienti sulle perdite subite.
Il tribunale che ha emesso la sentenza ha inequivocamente riconosciuto che la somiglianza dei segni distintivi “MKO” e “MAITANE KALOS” rispetto al segno “MK” poteva indurre i consumatori in errore. A causa della grande notorietà del marchio Michael Kors, c'era il rischio che i clienti credessero che i prodotti degli imputati fossero collegati al marchio del demandante.Inoltre, le decorazioni applicate sui prodotti degli imputati erano quasi identiche agli elementi caratteristici delle borse Michael Kors. Tale somiglianza visiva poteva causare disorientamento dei consumatori e violava le disposizioni della legge contro la concorrenza sleale.Infine, secondo il tribunale – le strette relazioni tra gli imputati indicavano che avevano collaborato nell'esecuzione di azioni che violavano i diritti del demandante. Il giudice ha riconosciuto che le azioni degli imputati erano intenzionali e organizzate, il che determinava la loro responsabilità congiunta.
Questa sentenza costituisce un precedente importante nel campo della protezione dei marchi e nella lotta contro la concorrenza sleale in Cina. Il tribunale ha sottolineato che le azioni di lunga data e costanti di Michael Kors nell'edificare la reputazione del marchio richiedono una tutela contro gli tentativi di copiare. Questa sentenza non solo rafforza la posizione di Michael Kors sul mercato cinese, ma invia anche un chiaro segnale ad altre aziende che le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale possono avere gravi conseguenze.Il successo in questo caso dimostra anche quanto sia cruciale l'efficace esecuzione dei diritti di proprietà intellettuale, il che può incoraggiare altre marche internazionali a intensificare la loro attività sul mercato cinese.
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