Quando un marchio diventa un fardello

La catena di ristoranti britannica Pho, specializzata nella cucina vietnamita, è diventata di recente al centro dell’attenzione dopo aver deciso di rinunciare al diritto di marchio sulla parola “pho”. Le violente reazioni sui social media sono scoppiate quando l’azienda ha iniziato a difendere aggressivamente il proprio marchio. Questa vicenda dimostra quanto sia difficile bilanciare la protezione della proprietà intellettuale e mantenere un’immagine positiva del brand nell’era di Internet.

Katy Perry vince in Australia

La progettista australiana Katie Jane Taylor, nota per la sua marca di abbigliamento Katie Perry, ha espresso profondo disappunto e tristezza dopo aver perso una lunga disputa relativa al marchio commerciale con la pop star internazionale Katy Perry. La contesa, iniziata nel 2019, si è conclusa con una sentenza della corte d’appello australiana che ha annullato il marchio della progettista e ordinato la sua cancellazione dal registro.

Google vince in un tribunale britannico

Negli ultimi anni i video brevi dominano i social media. Possiamo trovarli su Instagram, Facebook, TikTok o anche su YouTube. Anche le piattaforme più piccole utilizzano questo tipo di contenuti nelle interazioni tra gli utenti. Curiosamente, Google, a causa della sua funzionalità di video di pochi minuti, è stato recentemente citato in giudizio per presunto violazione dei diritti di marchio di un’altra azienda.

Nuova marca di Tiger Woodsa e conflitto sul logo della tigre

Nel gennaio 2024 Tiger Woods e Nike hanno concluso una collaborazione che durava da 27 anni, diventata una delle relazioni più riconoscibili nel mondo dello sport. Poco dopo Woods ha annunciato di ampliare il suo partenariato con TaylorMade, l’azienda produttrice di attrezzature da golf, introducendo una nuova linea di abbigliamento lifestyle sotto il nome SUN DAY RED. Tuttavia, in questo caso non è stato privo di conflitti, come illustrato di seguito.

KFC denuncia Church’s Texas Chicken

Il 11 novembre – Yum! Brands, proprietario della nota catena di fast food KFC, ha presentato un’azione legale presso il Tribunale Distrettuale dell’Est del Texas contro la rete Church’s Texas Chicken. KFC accusa il suo concorrente di violare i diritti di protezione sul slogan che da decenni è un elemento chiave del branding di KFC. Di cosa si tratta? Ne parleremo nella parte successiva dell’articolo.

Avviso di false richieste, decisioni, fatture e convocazioni dell’Ufficio dei Brevetti della Repubblica di Polonia (RP), EUIPO e WIPO

Egregi Signori, avvertiamo che negli ultimi tempi in Polonia e nell’Unione Europea si verifica la falsificazione di decisioni apparenti provenienti dall’Ufficio Brevetti della Repubblica di Polonia (RP), dall’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale (EUIPO), dall’Organizzazione Internazionale della Proprietà Intellettuale (WIPO) e dagli uffici degli Stati membri dell’Unione Europea. Vengono inoltre inviate avvisi di mora, fatture, […]

BarBeeQue e conflitto con Mattel

Nelle ultime settimane sui media è emersa una curiosante vicenda riguardante il marchio Barbie. Cosa può avere a che fare un elemento come la celebre bambola, il barbecue e il colore rosa? Lo ha scoperto la proprietaria di uno dei ristoranti americani nonché autrice di una salsa BBQ unica, di cui parleremo di seguito.

Condimento controverso?

David Chang, noto chef e fondatore del gruppo ristorativo Momofuku, è finito al centro di uno scandalo dopo che la sua azienda ha presentato una richiesta per registrare come marchio il termine “chili crunch”. Il prodotto, che è un’aggiunta popolare in molte cucine asiatiche, è diventato oggetto di discussione quando Momofuku ha cercato di ottenere i diritti esclusivi su questo nome presso l’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USPTO). Anche se l’azienda non ha ancora ottenuto una protezione formale, ha iniziato a inviare lettere con la richiesta di cessare l’uso di questa espressione da parte di altre società.

Monster Energy vince in India

Molte persone associano la bevanda energetica Monster. Ma cosa potrebbe avere in comune con un’azienda che si occupa della produzione di biciclette? Beh, questo tipo di questione è stata recentemente affrontata dalla Corte Suprema di Delhi e il suo oggetto era proprio il marchio “MONSTER”.

Contesa sul marchio GEMINI nel mondo dell’IA

Gemini Data Inc., una società specializzata in software basato su intelligenza artificiale, ha intentato una causa contro Google davanti al tribunale distrettuale statunitense per il Distretto Nord della California. La controversia riguarda l’asserita violazione di un marchio legato alla decisione di Google di cambiare il nome del suo chatbot AI da BARD a GEMINI.