Peppa Pig senza protezione in Russia

Nelle ultime giorni il tema numero uno in tutti i media è l’attacco della Russia all’Ucraina, nonché le sanzioni draconiane imposte dai paesi occidentali alla Federazione russa. In risposta alle sanzioni, Vladimir Putin ha recentemente firmato un decreto il cui obiettivo è la revoca della protezione giuridica per gli enti che possiedono, tra l’altro, brevetti sulle proprie invenzioni e diritti di proprietà industriale su disegni e modelli, i quali sono collegati a paesi ostili, possiedono la cittadinanza al loro interno o svolgono attività commerciali lì.

Di conseguenza, ciò equivale a un’autorizzazione all’utilizzo di soluzioni straniere senza alcuna autorizzazione e senza indennizzo. È vero che il decreto non riguarda i marchi, tuttavia l’ultima sentenza del tribunale russo indica altro.

Cosa succede dopo il McDonald’s in Russia?

Recentemente abbiamo scritto sulla risposta della Russia alle sanzioni e sul ritiro di grandi marchi (quasi da ogni settore) da questo paese. Purtroppo le ultime decisioni non solo delle autorità russe, ma anche degli imprenditori locali mostrano che la protezione dei diritti di proprietà intellettuale in Russia sta precipitando. Dopo Peppie è arrivato il momento della gastronomia e del classico del genere, ovvero McDonald’s.

Variante come marchio?

Negli ultimi tempi ci siamo trovati di fronte a un caso interessante nel campo della tutela dei marchi. Si è trattato, tra l’altro, dell’uso della parola ‘wariatka’ in relazione a un segno distintivo e delle possibilità di registrarla insieme ad altre espressioni. Tuttavia, per capire meglio la questione, è necessario tornare all’inizio.

Il club più antico in Polonia.

Ovviamente ogni piccolo tifoso di calcio della Małopolska sa che le squadre locali, cioè Wisła Kraków e Cracovia Kraków da un po’ di tempo si contendono quale sia il club più antico della Polonia. La tensione è arrivata al culmine quando nel 2021 la Wisła Kraków ha deciso di celebrare il suo anniversario anche con lo slogan “il club più antico della Polonia”. La Cracovia, in risposta a questo comportamento, ha detto esplicitamente che non era vero.

Disputa sul nome dell’ospedale

Le dispute sui diritti di proprietà intellettuale dei marchi non sono affatto nuove, né suscitano più le stesse emozioni di un tempo. Praticamente tutti i giorni si può incappare in copie più o meno evidenti del nome di un marchio altrui e situazioni simili. Tuttavia, di recente, nel nostro paese si è verificata una situazione insolita, poiché riguarda il nome di un ospedale.

Il termine “paczkomat” nei media

Da quando InPost ha aperto in Polonia i primi sportelli per il ritiro e l’invio dei pacchi sono passati ormai molti anni. Nel corso di questo periodo, soprattutto durante la pandemia di Covid-19, le popolari paczkomaty hanno guadagnato importanza e popolarità, e attualmente costituiscono una delle modalità di consegna più frequentemente scelte. Da notare che il proprietario di InPost ha già nel 2010 deciso di registrare il marchio «paczkomat» per i propri dispositivi. E proprio questa circostanza ha causato che recentemente InPost sia incappato in una controversia con uno dei portali informativi della Tri-Città.

Adidas perde la battaglia con Thom Browne per le famose strisce

La società di abbigliamento Adidas ha un segno distintivo unico che è conosciuto da quasi tutti – le tre strisce, che unite insieme formano una sorta di triangolo. Questo simbolo grafico era stato oggetto di contesa di recente tra l’azienda e il designer di abbigliamento Thomas Brown, e a gennaio 2023 è stata pronunciata una sentenza sfavorevole per Adidas.

Audi vince la disputa con il marchio cinese Nio

Da sempre si sa che le marche automobilistiche tedesche sono associate non solo al lusso, ma anche a una qualità molto alta. Subito ci vengono in mente auto, cioè Audi, BMW e Mercedes. E proprio la prima di queste marche ha dimostrato recentemente di essere forte non solo nel settore automobilistico, ma anche in tribunale in merito alla violazione dei diritti di protezione sui marchi registrati, di cui di seguito.

Bet at Home non registrabile?

Una questione interessante nella valutazione di un segno distintivo a carattere grafico‑lessicale, con riguardo al suo aspetto descrittivo e differenziante, è stata recentemente esaminata dalla Corte dell’Unione Europea. Si tratta della celebre società di scommesse sportive nonché del marchio da essa presentato, che, oltre alla componente verbale, comprendeva delicati elementi grafici.

Carattere distintivo o marketing

Deve un marchio essere strettamente o almeno in parte collegato ai prodotti e servizi che intende indicare? A questa domanda, di recente, ha risposto il tribunale dell’Unione europea decidendo una causa nella quale era parte una società polacca.
La questione ha avuto inizio nel 2020, quando la società polacca Sushi & Food Factor sp. z o.o. sp.k. ha presentato all’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) domanda di registrazione di due marchi figurativi unionali. Ogni dei segni conteneva il testo “READY4YOU”, in cui le parole erano separate da trattini, e ciò che li distingueva era lo sfondo di colore. La domanda comprendeva la classe 29, 30 e 43 della classificazione dei prodotti e servizi, che per lo più si riferisce anche a servizi di ristorazione, bevande e alimenti.