Michael Kors trionfa in Cina

La protezione della proprietà intellettuale è il fondamento delle attività delle marche globali sui mercati internazionali. Una recente sentenza del Tribunale di Haidian a Pechino, che ha riconosciuto a Michael Kors un risarcimento per violazione del marchio, sottolinea l’importanza della lotta costante contro la concorrenza sleale. Analizziamo i dettagli di questo caso e il suo impatto sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale in Cina.

IKEA contro IKEY

Il gigante svedese di mobili IKEA ha ottenuto la prima vittoria in una causa per violazione del marchio contro l’azienda indiana IKEY Home Studio. In base a un provvedimento provvisorio, la Corte Suprema di Delhi ha ordinato a IKEY di cessare l’uso di denominazioni commerciali come “IKEY”, “IKEY Home Studio” e altri segni che potrebbero essere considerati ingannevolmente simili al marchio IKEA.

Cielo contro SkyKick

La decisione della Corte Suprema britannica nella causa Sky contro SkyKick ha portato chiarimenti a lungo attesi sul diritto dei marchi nel Regno Unito. Possiamo aspettarci una rivoluzione nell’approccio alla registrazione e alla tutela dei marchi, oppure si tratta solo di un cambiamento sottile nelle regole esistenti?

Quando un marchio diventa un fardello

La catena di ristoranti britannica Pho, specializzata nella cucina vietnamita, è diventata di recente al centro dell’attenzione dopo aver deciso di rinunciare al diritto di marchio sulla parola “pho”. Le violente reazioni sui social media sono scoppiate quando l’azienda ha iniziato a difendere aggressivamente il proprio marchio. Questa vicenda dimostra quanto sia difficile bilanciare la protezione della proprietà intellettuale e mantenere un’immagine positiva del brand nell’era di Internet.

Katy Perry vince in Australia

La progettista australiana Katie Jane Taylor, nota per la sua marca di abbigliamento Katie Perry, ha espresso profondo disappunto e tristezza dopo aver perso una lunga disputa relativa al marchio commerciale con la pop star internazionale Katy Perry. La contesa, iniziata nel 2019, si è conclusa con una sentenza della corte d’appello australiana che ha annullato il marchio della progettista e ordinato la sua cancellazione dal registro.

Google vince in un tribunale britannico

Negli ultimi anni i video brevi dominano i social media. Possiamo trovarli su Instagram, Facebook, TikTok o anche su YouTube. Anche le piattaforme più piccole utilizzano questo tipo di contenuti nelle interazioni tra gli utenti. Curiosamente, Google, a causa della sua funzionalità di video di pochi minuti, è stato recentemente citato in giudizio per presunto violazione dei diritti di marchio di un’altra azienda.

Nuova marca di Tiger Woodsa e conflitto sul logo della tigre

Nel gennaio 2024 Tiger Woods e Nike hanno concluso una collaborazione che durava da 27 anni, diventata una delle relazioni più riconoscibili nel mondo dello sport. Poco dopo Woods ha annunciato di ampliare il suo partenariato con TaylorMade, l’azienda produttrice di attrezzature da golf, introducendo una nuova linea di abbigliamento lifestyle sotto il nome SUN DAY RED. Tuttavia, in questo caso non è stato privo di conflitti, come illustrato di seguito.

KFC denuncia Church’s Texas Chicken

Il 11 novembre – Yum! Brands, proprietario della nota catena di fast food KFC, ha presentato un’azione legale presso il Tribunale Distrettuale dell’Est del Texas contro la rete Church’s Texas Chicken. KFC accusa il suo concorrente di violare i diritti di protezione sul slogan che da decenni è un elemento chiave del branding di KFC. Di cosa si tratta? Ne parleremo nella parte successiva dell’articolo.

BarBeeQue e conflitto con Mattel

Nelle ultime settimane sui media è emersa una curiosante vicenda riguardante il marchio Barbie. Cosa può avere a che fare un elemento come la celebre bambola, il barbecue e il colore rosa? Lo ha scoperto la proprietaria di uno dei ristoranti americani nonché autrice di una salsa BBQ unica, di cui parleremo di seguito.

Condimento controverso?

David Chang, noto chef e fondatore del gruppo ristorativo Momofuku, è finito al centro di uno scandalo dopo che la sua azienda ha presentato una richiesta per registrare come marchio il termine “chili crunch”. Il prodotto, che è un’aggiunta popolare in molte cucine asiatiche, è diventato oggetto di discussione quando Momofuku ha cercato di ottenere i diritti esclusivi su questo nome presso l’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USPTO). Anche se l’azienda non ha ancora ottenuto una protezione formale, ha iniziato a inviare lettere con la richiesta di cessare l’uso di questa espressione da parte di altre società.