Elezioni parlamentari 2019, il logo ZUS

L’Istituto di Previdenza Sociale (ZUS) suscita sentimenti contrastanti in Polonia, ma pochi lo associano alla protezione della proprietà intellettuale. Tuttavia, come è emerso nel contesto delle recenti elezioni parlamentari, il ZUS si è anche distinto su questo fronte.

Prima delle elezioni, uno dei politici della Koalicja Obywatelska, Michał Stasiński, ha tenuto una conferenza stampa, durante la quale ha confrontato i programmi della Koalicja Obywatelska e del Prawo i Sprawiedliwości dal punto di vista della situazione degli imprenditori. L’evento da solo non avrebbe suscitato controversie o discussioni, se non fosse stato per il fatto che sullo sfondo, su un banner politico, era presente lo slogan “Stop aumento delle quote ZUS”, sul quale compariva anche il logo verde del ZUS.

Bestemmia come marchio

Il Tribunale di Giustizia dell’Unione Europea si è recentemente occupato di una questione interessante, riguardante la registrazione di un volgare come marchio e relativa alla causa tra Constantin Film Produktion GmbH tedesco e l’EUIPO (caso C 240/18). Di cosa si tratta esattamente? In effetti il produttore cinematografico tedesco Constantin Film Produktion GmbH ha presentato all’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale una domanda di registrazione di un marchio verbale piuttosto controverso: “Fack Ju Göhte”. Qual è stata la decisione dell’organismo? L’ufficio ha rifiutato la registrazione. Nel motivare il rifiuto, ha indicato che l’indicazione verbale, facendo riferimento all’inglese “fuck” o al tedesco “ficken” (di significato simile a quello inglese), ha un carattere volgare. Inoltre, secondo l’EUIPO, tale segno verbale non solo distorce il nome dell’artista Johann Wolfgang von Goethe, ma lo denigra attraverso riferimenti a espressioni offensive, il che potrebbe essere considerato una violazione delle norme di buona condotta.

Ritorna Snickers di anni fa!

Sapete come si chiamavano i snack Snickers prima di 30 anni? Probabilmente no, ma tra poco avranno l’opportunità di scoprire il vecchio nome per gli abitanti del Regno Unito.

Da dove arriva questa possibilità? In effetti la corporazione statunitense Mars, produttrice tra le altre delle popolari barrette Snickers, in occasione dell’85º anniversario della sua produzione ha deciso di reintrodurre sul mercato britannico le barrette “Marathon”, sostituite da 30 anni esatti proprio dalle attuali Snickers.

È interessante ricordare che le barrette con il vecchio nome venivano vendute nel Regno Unito fino al 1990. Di recente, il produttore ha nuovamente registrato il marchio “Marathon” come segno distintivo britannico.

T‑Mobile si scontra con una startup americana sul colore

Non è una novità che le grandi aziende rivendichino diritti di proprietà intellettuale su varie denominazioni, come l’aspetto di un negozio o anche il colore. È inoltre vero che alcune marche sono associate a un colore specifico, come accade per il rosa T‑Mobile.
Purtroppo proprio questo colore è diventato la causa di una disputa tra il gigante delle telecomunicazioni e una startup statunitense.
T‑Mobile, ovvero il consorzio che controlla il marchio, cioè Deutsche Telekom, sostiene che il cosiddetto magenta (una tonalità di rosa) possa essere utilizzato esclusivamente da loro. In un certo senso hanno ragione, poiché in passato l’azienda ha registrato non solo il logo e le denominazioni verbali, ma anche il colore magenta come marchio.

Whisky scottese di origine polacca con problemi

Per gli esperti, Jack Daniels è un marchio che non ha bisogno di presentazioni. Tuttavia, si può dire lo stesso riguardo alla whiskey Jack Strong? In effetti, la marca è prodotta dalla società con sede a Wrocław Akwawit S.A. e pubblicizzata come una popolare Scotch. Ma è davvero così? A questo proposito, nonché sui problemi legati ad uno dei whisky più popolari al mondo, segue.
Nel settembre 2019, dinanzi al Tribunale Distrettuale di Varsavia, sezione XXII dei Marchi e dei Disegni dell’Unione Europea, è pendente un contenzioso tra la società polacca Akwawit S.A. e la statunitense Jack Daniel’s Properties. La questione riguarda la richiesta del produttore di Jack Daniel’s affinché la società polacca rimuova e cesserà l’uso in materiale promozionale, e soprattutto sulle bottiglie, della parte del nome della whiskey di origine polacca, ovvero la parola “Jack”.
Inoltre, il produttore californiano ha richiesto informazioni sulla scala delle vendite di whiskey di origine polacca. Secondo il produttore, la controversia riguarda esclusivamente la parola “Jack”, che nel contesto del mercato delle bevande brune è chiaramente associata all’origine del produttore dell’alcol.

Contesa negli spazi aerei per il gru. Lufthansa contro LOT

Gli ultimi avvenimenti nel settore aeronautico confermano che le dispute sui diritti di proprietà industriale dei marchi stanno smettendo di avere un’importanza solo banale e stanno entrando in un livello completamente nuovo – nelle altezze. Si tratta del contenzioso tra due vettori aerei, ovvero la polacca LOT e la tedesca Lufthansa.

Entrambe le compagnie, sia la prima che la seconda, hanno mantenuto un ruolo predominante in questi simboli – ovvero la cicogna. Dal 2019 entrambe le società operavano sul mercato senza alcun tipo di contesa su questo aspetto. Questo era legato anche al fatto che la cicogna presente nel logo della Lufthansa era inserita su uno sfondo arancione-giallo caratteristico, e inoltre aveva una diversa posa rispetto a quella del logo della compagnia PLL LOT.

È opportuno sottolineare che il marchio del vettore polacco è stato ufficialmente adottato nel 1931 e il suo creatore fu Lucjan Gronowski, laureato alla Scuola Superiore di Belle Arti di Parigi.

Slofie – ovvero la novità di Apple

Le società Apple non hanno certo bisogno di presentazioni, tuttavia vale la pena ricordare che il figlio di Steve Jobs, oltre alle innovazioni, si è spesso distinto per vari contenziosi legati alla proprietà intellettuale – ad esempio numerosi scontri con Samsung. In questo caso occorre ricordare i piani più recenti di questa multinazionale americana. Il 19 settembre 2019 è stata lanciata la premiere del nuovo sistema operativo per dispositivi mobili contrassegnato da una mela, ovvero iOS 13.

Promozione del proprio marchio tramite un altro marchio noto.

La società italiana Ferrari è diventata celebre non solo per la bellezza (e la velocità) delle auto che produce, ma anche perché costano una fortuna, alla quale possono permettersi solo pochi. Nel frattempo, in Germania vive un certo designer di moda che, analogamente a Ferrari, è noto per prodotti distintivi, di nicchia e molto costosi, in questo caso capi d’abbigliamento. Si chiama Philipp Plein. Le somiglianze terminano qui, poiché le ultime azioni del produttore italiano di automobili potrebbero suggerire che tra le parti ci sarà presto una disputa.

Birra Guns ‘N’ Rosé. Il nome ti suona familiare?

La maggior parte di noi associa il gruppo hard rock proveniente da Los Angeles Guns N’ Roses. Ma cosa ne pensate di una birra in questi contesti? In effetti nel 2019 è comparsa sul mercato birrario una nuova marca con un nome molto simile. A lungo termine questo nuovo prodotto non potrà però rimanere sul mercato a causa di una controversia con il gruppo americano.

Il birrificio Canarchy nella prima metà di quest’anno ha deciso di produrre e lanciare sul mercato una birra dal suono accattivante chiamata “Guns ‘N’ Rosé”. Indipendentemente dalla birra stessa, si dice che l’azienda abbia marchato con questo controverso simbolo anche magliette, cappelli, boccali, bottoni, adesivi e persino bandane. Il problema è però che Canarchy non ha mai cercato di accordarsi preventivamente con il gruppo americano, cosa che avrebbe potuto evitare i problemi.

La marijuana è un marchio?

Rimanendo in clima di marchi verdi, è opportuno fare riferimento all’ultima sentenza della Corte dell’Unione Europea che ha deciso sulla possibilità di registrare un marchio comunitario grafico raffigurante piante di canapa indiana comunemente note come marijuana.
La vicenda è iniziata nel 2016 quando la richiedente, Santa Conte, ha presentato all’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) una domanda di registrazione di un marchio comunitario. Non sarebbe stato nulla di strano, se non fosse che il marchio grafico proposto mostrava le foglie della marijuana e il testo “Cannabis Store Amsterdam”, ed era relativo a prodotti e servizi quali la fornitura di bevande e alimenti, bevande o anche prodotti alimentari.