Il giudice Amit Bansal ha riconosciuto nella sentenza del 30 maggio 2025 che gli imputati hanno violato sia il marchio registrato Mokobary, sia il suo “trade dress” – una combinazione unica di elementi visivi che conferiscono al prodotto la sua identità distintiva. Nel motivare la decisione, si è sottolineato che copiare la fodera a quadri gialli con la lettera “m”, l’intaglio orizzontale e lo schema cromatico specifico non poteva essere casuale. Il giudice ha evidenziato un’azione deliberata volta a indurre in errore i consumatori, enfatizzando che l’unica ragione di una somiglianza così marcata era la volontà di appropriarsi della reputazione del marchio.
La decisione di emettere un provvedimento cautelare senza ascoltare la parte avversa è stata presa dopo che gli imputati hanno ignorato le convocazioni del tribunale nonostante l'avviso formale. Tali misure di protezione immediata vengono applicate in situazioni in cui il ritardo potrebbe causare danni irreparabili. Nel caso della Mokobara si trattava sia di perdite finanziarie che dell'erosione di un'immagine unica del marchio costruita dal 2020. Il tribunale ha sottolineato che anche i dettagli, come l'allestimento delle zip e il sistema a ruote multiradiali, erano stati copiati in modo evidente, indicando chiaramente un'azione intenzionale.
Avvocati Mokobary hanno documentato 14 elementi chiave di design copiati dai concorrenti dal sito Ventex Germany. Tra questi vi erano un particolare layout di pannelli rettangolari, combinazioni non standard di materiali come policarbonato con alluminio, nonché il modo in cui i prodotti venivano presentati nelle foto marketing. Ciò che è importante, gli imputati non si sono limitati ai soli prodotti fisici – hanno anche copiato la strategia di marketing dei contenuti, inclusi i formati dei post sui social media, ciò che il tribunale ha considerato una forma particolarmente aggressiva di concorrenza sleale.
La causa Mokobara contro Ventex Germany stabilisce un nuovo standard nella protezione del design in India. Gli esperti legali sottolineano l'ampia interpretazione del concetto di "trade dress" nonché il riconoscimento dei social media come principali canali di violazione. L'udienza successiva è prevista per il 10 ottobre e potrebbe portare a precedenti sentenze riguardanti l'entità delle indennità per le infrazioni nel contesto online. Per le piccole imprese questo costituisce un segnale che vale la pena investire non solo nella registrazione di marchi verbali, ma anche in intere concezioni di design, soprattutto nell'era del commercio digitale globale, dove il plagio è diventata purtroppo una pratica comune.
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