La disputa ha avuto inizio quando Molson Coors ha lanciato un rebranding della sua marca Keystone Light, che secondo Stone Brewing costituiva una violazione dei diritti di proprietà intellettuale. I nuovi imballaggi di Keystone Light esibivano la parola “Stone”, e nelle campagne di marketing venivano utilizzati termini come “stones” per indicare singole birre. Stone Brewing ha riconosciuto che tali azioni non solo violano i diritti del loro marchio, ma danneggiano anche la loro reputazione sul mercato.
Nel 2022 un tribunale di San Diego ha concesso a Stone Brewing un risarcimento di 56 milioni di dollari per violazione del marchio. È stata una delle più grandi decisioni di questo tipo nella storia. Dopo che Sapporo Breweries ha acquisito Stone Brewing per 165 milioni di dollari, Molson Coors ha deciso di appellare, sperando di ridurre il risarcimento o annullare la sentenza.
Nel dicembre 2024 la corte d'appello di San Jose ha confermato il precedente verdetto, riconoscendo i fondamenti delle argomentazioni di Stone Brewing. Un collegio di tre giudici ha stabilito che le azioni di Molson Coors costituivano una grave violazione dei diritti di marchio e arrecavano un danno significativo al mercato del più piccolo operatore. Inoltre, l'azienda dovrà pagare gli interessi sull'importo stabilito.
La causa Stone Brewing contro Molson Coors è un esempio di quanto sia importante la protezione dei marchi e il rispetto dei diritti degli altri operatori sul mercato. Grazie a questa sentenza, Stone Brewing non solo ha difeso i propri diritti, ma ha anche inviato un chiaro segnale al settore sull'esigenza di mantenere onestà nella concorrenza.
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