Ecco che arriviamo al nocciolo della questione, poiché una parte dei modelli di auto proposti è stata denominata in modo da non piacere ad Audi. Si tratta dei modelli Nio, cioè ES6 e ES8. Come sappiamo, il marchio tedesco offre anche modelli con la sigla “S”, soprattutto “S6” e “S8”, che a prima vista – se non si guarda da vicino – suonano identicamente ai modelli del produttore cinese. E proprio questa somiglianza nella denominazione dei veicoli ha costituito il motivo per cui Audi ha citato in giudizio Nio, facendo finire la vicenda dinanzi al tribunale tedesco.
Il tribunale di Monaco ha impiegato più di un anno a esaminare la causa, e nell'ultimo periodo è stata emessa una sentenza favorevole ad Audi. Nella motivazione si è osservato che, sebbene i marchi contestati differiscano per la presenza della lettera “E”, in termini fonetici sono quasi identici. Pertanto, tale differenza è troppo piccola nella percezione complessiva dei marchi contestati riguardo alla loro distintività e origine. Inoltre, secondo il tribunale, l'uso di un'etichetta con la lettera “E” spesso indica che il veicolo ha propulsione elettrica, per cui c'è il rischio che i clienti del produttore tedesco possano ritenere che le auto “ES6” e “ES8” provengano da Audi, differenziandosi dai modelli tradizionali solo per la propulsione elettrica.La sentenza non è definitiva; Nio ha dichiarato di voler ricorrere in appello. Attualmente, l'azienda cinese è tenuta a pagare una multa di 250 mila euro e il suo amministratore in Germania rischia una pena detentiva fino a sei mesi. Inoltre, il tribunale ha vietato a Nio l'uso dei marchi contestati.Tuttavia, è interessante notare che Nio ha già modificato uno dei suoi marchi, passando da “ES7” a “EL7”, per evitare simili decisioni e ulteriori contenziosi con Audi. Questo dimostra solo che le rivendicazioni della casa automobilistica tedesca erano e sono fondate.
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