Il doppio della remunerazione per violazione dei diritti d’autore

All'inizio di novembre 2019 il Tribunale costituzionale ha esaminato e deciso definitivamente sulla questione giuridica della Corte suprema di cassazione in merito all'ammontare del risarcimento danni per violazione dei diritti patrimoniali d'autore. La questione giuridica è sorta a seguito di una causa nella quale le parti erano l'operatore di una televisione via cavo (imputato) e l'Associazione dei registi polacchi (attore). L'oggetto del contendere era la richiesta di pagamento di un ammontare pari al doppio della remunerazione che avrebbe dovuto spettare all'autore per il periodo in cui l'imputato non aveva stipulato un contratto di licenza con l'attore. Di conseguenza, la Corte suprema ha presentato al Tribunale costituzionale la seguente domanda: se l'articolo 79, comma 1, punto 3, lettera b della legge del 4 febbraio 1994 sulla legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (G.U. 2018, n. 1191, modifiche), nella misura in cui il titolare dei diritti patrimoniali d'autore sia stato leso, possa chiedere a chi ha violato tali diritti il risarcimento del danno mediante il pagamento di una somma pari al doppio della remunerazione che sarebbe stata dovuta all'epoca della sua esigibilità a titolo di concessione di autorizzazione all'uso dell'opera, è conforme agli articoli 64, commi 1 e 2, in combinato disposto con l'articolo 31, comma 3, e l'articolo 2 della Costituzione?

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Triplo non costituzionale, e la doppia?

È opportuno sottolineare che in passato questa disposizione, nella misura in cui prevedeva la possibilità di chiedere un’indennità triplicata adeguata, che al momento della sua esazione sarebbe dovuta a motivo dell’autorizzazione concessa da chi ne era titolare per l’utilizzo di un’opera, è stata dichiarata incostituzionale. Questa volta, l'oggetto della questione giuridica era lo stesso provvedimento, ma nella misura in cui consente di chiedere un’indennità raddoppiata. Curiosamente, la decisione finale in questa causa attendeva quasi l'intero ambiente dei creatori e degli artisti, che nel caso di una sentenza favorevole avrebbero avuto ulteriori vantaggi nella lotta contro le entità che violano i diritti d'autore.

Il doppio è OK.

La Corte costituzionale, con sentenza del 5 novembre 2019 (n. di causa P 14/19), ha pronunciato a favore della richiesta della Corte suprema, indicando che la disposizione citata è conforme alla Costituzione della Repubblica di Polonia.

Duplicazione come efficacemente normazione

Nel motivare la sua decisione si è sottolineato che la richiesta di una doppia indennità non è legata né subordinata al grado di colpa del convenuto, ovvero della parte che viola i diritti d'autore; ciò deve essere percepito in modo diverso rispetto a una sanzione civile. Pertanto il doppio dell'indennità non può essere considerato un importo distaccato dal valore reale del danno subito dall'interessato. Di conseguenza la Corte ha rilevato che l'articolo analizzato e sottoposto a esame elimina efficacemente le disparità tra le parti della controversia, nate a seguito di una violazione dei diritti patrimoniali d'autore attraverso il loro uso illegittimo. Analogamente il soggetto interessato si trova in una posizione leggermente più debole, data la difficoltà di individuare le pertinenti violazioni dei diritti d'autore e dimostrare l'entità precisa del danno. In ragione di quanto sopra riconoscere al soggetto interessato la possibilità di chiedere il doppio di un'adeguata indennità, che al momento della sua esazione sarebbe dovuto in virtù dell'accordo rilasciato dal soggetto interessato per autorizzare l'utilizzo dell'opera, deve essere considerato un efficace strumento di regolamentazione alla luce dei modelli costituzionali di controllo.

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Pagare solo la tariffa di licenza al suo valore nominale quando si viene scoperti incoraggerebbe le violazioni del diritto d’autore.

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